ANFORAH 
Rassegna di poesia, pittura,
letteratura e altro 
"L'immagine della poesia è la poesia dell'immagine"
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Fedele Boffoli

Poièsi - Poesie e fotografie di Fedele Boffoli


- Tensione del volo -
Rotta verso l’Elba
Moby Lines, agosto 2002.
Non era difficile ricorrere all’icona del gabbiano come modello ispiratore di libertà; una figura metaforica che mi associa ad un vissuto ambientato in luoghi di pesca e mare; anche un’immagine affine al personaggio “Jonathan Livingston” di R. Bach; soggetto letterario, ormai celebre, in cui mai mi stancherò di ritrovarmi.
Avendo cominciato

- Osservazione dall’alto -
Rotta verso l’Elba
Moby Lines, agosto 2002.
 a scrivere già da diciotto anni non posso negare di aver avuto confronti con poeti e critici; da ciò e da una volontà tipica mi sono votato in valori di semplicità e sintesi, mirando all’essenziale: un trovare versi senza il cercare precostituito.
Ai fini stilistici, poco mi sono ispirato ai “grandi” della storia; solo di alcuni ho condiviso il sentire; li ringrazio per l’umanità proferita, in modi e tempi diversi; a loro, miei preferiti, invio un saluto simbolico: Eraclito, Lorca, Neruda, Ungaretti, “pietre miliari di un tempo senza età”. Ancora dedico le seguenti liriche ai genitori, i miei e di tutti, che già dal concepire assumono impegni.
Anche un pensiero rivolgo ai fratelli di ogni razza, sesso e credo che condividendo la figliolanza universale ne celebrano il senso.
Ed in ultimo, l’omaggio a poeti e artisti che con il coraggio dell’opera riflettono il mondo, nella sua totalità e profondità d’essere.
Fedele Boffoli

Fedele Boffoli

Fedele Boffoli
Nasce a Bari nel 1964; vive e lavora a Trieste dal 1985. A diciotto anni comincia a scrivere poesie e racconti, pubblicati - successivamente - su riviste e antologie (ed. Salvemini, Parnaso ed altre). Intraprende la strada della fotografia che abbina al linguaggio poetico; posa come modello per un corso fotografico sul chiaroscuro. Si avvicina alla musica, suona - come autodidatta - chitarra e tastiere; compone numerosi brani di melodia e testo. Pubblica recensioni e articoli, collaborando stabilmente con il mensile culturale L'Attualità di Roma.
A Trieste frequenta associazioni e circoli, dove si esibisce con letture poetiche ed accompagnamenti musicali alla chitarra.
Si applica al disegno ed al dipinto artistico; illustra il libro “Barriere” di E. Fidemi (ed. L’Autore Libri di Firenze); esponendo in varie mostre personali e collettive in spazi prestigiosi, gallerie e fiere d’arte (Bari, Parma, Pordenone, Roma, Torino, Trieste, Udine, ecc.); partecipa a concorsi ed entra in giurie; presente su annuari e riviste specializzate del settore (Acca, Mondadori ecc.) è recensito dalla critica (Di Vita, Mignacca, Russo, Sutto, Zonno ed altri); ulteriori notizie del suo lavoro sono state date, a mezzo stampa, da quotidiani e periodici locali e nazionali (Barisera, Il Corriere del Mezzogiorno, Il Finanziere, Il Friuli, Il Mercatino del FVG, Il Messaggero Veneto di Udine e Pordenone, Il Quotidiano del Friuli, Il Quotidiano di Bari, Il Gazzettino di Pordenone, Il Piccolo, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Repubblica di Bari, La Stampa di Torino, Puglia, Torinosette, TriesteOggi ecc.).
Nel 1997 fonda il Cenacolo “Arte Intuitiva”, divenuto poi Movimento A.I., assumendone la Presidenza fino al dicembre 2001 e realizzandone il manifesto programmatico di gruppo.
Nello stesso anno intraprende e formalizza il “Fototeatro Didascalico” (performance - sintesi circolare di teatro, fotografia e didascalia) e l’Alchemical Dress Painting (pittura su abito indossato) creando lo stile per la linea dei gadgets del Movimento Arte Intuitiva (abiti, felpe, magliette, borse, tappetini per mouse, quaderni di poesia e immagine ecc.).
In concomitanza delle predette esperienze soprintende alla regia di centinaia di manifestazioni interdisciplinari in un programma formativo, di sua cura, dal titolo Culturspazio Spettacolo.
Successivamente si occupa dei problemi della didattica dell’immagine, mettendo a punto un progetto di apprendimento multilivello mediante le arti visive (Il Gioco dell’Onda) ed eseguendo più interventi in scuole di vario grado.
Dal gennaio al novembre del 2002 partecipa alle attività del gruppo di arti e studi dottrinali “T”(Tradizione). Nel luglio del 2003 inizia, quale animatore, una serie di collaborazioni culturali, promosse sotto il simbolo Anforah. Numerosi i suoi interventi pubblici inerenti la Conoscenza Realizzativa dell’Arte. Molteplici, al suo attivo, le partecipazioni radiofoniche e i passaggi televisivi su emittenti regionali e nazionali (Antenna 3, Telefriuli, Telequattro, Radio Capodistria, Radiorai, Raitre ecc.).

E-mail: boffoli@tiscali.it
Altre opere di Fedele Boffoli sono visibili presso il sito internet www.ArtePensiero.it.





Le opere

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Hallo Goodbye

Vento

Tuffo blu

L'albero della vita

L'ascolto

Non poeta

Fuoco terra aria acqua

Le mille e una notte

Memoria n. 3

Il genio della lampada

Senza titolo n. 1

Vuoti e pieni

Senza titolo n. 2

L'ultima neve

Computer

Segesta

Omaggio a Pessoa

La poetica di Fedele Boffoli

Fedele Boffoli ha iniziato a scrivere da giovanissimo, mirando subito alla semplicità e alla sintesi dei suoi poeti preferiti: Eraclito, Lorca, Neruda e Ungaretti, con la mentalità innata del poeta moderno.
Dotato di intuito e capacità creativa (è anche noto pittore, scrittore, uomo di teatro, fotografo e musicista) ricco di vitalità, sempre pronto ad abbracciare una causa nuova, nel nostro caso la "rivoluzione della nuova poesia" che consiste nell'aver rotto gli schemi di una letteratura poetica che imputridiva in una palude di luoghi comuni e nell'aver rifiutato (come tanti altri) gli schemi fissi della rima.
La poetica di Fedele Boffoli si affida spesso alle immagini, perché proprio esse sono il suo pensiero. L'immagine, infatti, è il solo mezzo per concentrare un mondo di apparenze fantomatiche e proprio a partire da essa Boffoli può organizzare la scrittura del suo stile, stabilire associazioni, suscitare contrasti. Boffoli sa benissimo che il poeta dovrà servire a far si che la funzione dell'artista nella società non sia soltanto decorativa, ma che dilati le dimensioni delle sue competenze fino al punto in cui non dovrà essere più la letteratura ad integrarsi con la società, ma viceversa. Boffoli sa che la necessità di provocare per il poeta nasce dalla dualità tra letteratura e società ed è affidata all'autonomia del linguaggio e alla tensione che le parole provocano sulla massa.
Fedele Boffoli è stato anche uno dei primi a capire che la battaglia finale del poeta sul mondo non va affrontata, come si faceva in passato, da soli, a mente, a mani e a nervi nudi, ma con la ragione dell'intelletto collettivo. Per questo non è mai stato un egoista, anzi, Boffoli è poeta naturale anche nell'altruismo di chi desidera costruire qualcosa di duraturo "insieme" alla cultura europea. Un suo quaderno di poesie e fotografie è addirittura un "omaggio a poeti e artisti che con il coraggio dell'opera riflettono il mondo, nella sua totalità e profondità d'essere".
Il nostro poeta ha capito subito che la poesia deve avere una dimensione non isolata, ma universale, che si esprima non solo attraverso le parole e che abbia come intento di arrivare ad una funzione centrale nella cultura nazionale e internazionale, di stimolare l'interesse verso il sintetismo e la semplicità dei concetti contro la prolissità, dei sentimenti contro il materialismo, dello sperimentalismo contrapposto al classicismo.
Fedele Boffoli, nella sua poesia, mira alla freschezza compositiva, alla ricerca di una comunicazione linguistica nuova, al coinvolgimento sentimentale, alla vivezza lirica. E' un poeta moderno che suona lo stesso strumento del poeta passato, ma tocca i tasti in modo diverso, ci fa sentire una musica diversa, registri e armonie diverse.
"Il poeta è un fingitore che si vende per un piatto d'amore caldo", "Sono avaro stasera, avaro come i fiumi d'estate", "Ascolto in silenzio le metafisiche intuizioni dell'essere", sono espressioni di un poeta d'oggi. Ecco che il poeta moderno come Fedele Boffoli può finalmente avere lo stesso riconoscimento dello scrittore, del musicista o del pittore, perché nella nuova società borghese e industriale, l'intellettuale e specialmente l'artista si è reso conto che non c'è più posto per chi non sia immesso in un ciclo produttivo di beni materiali. E allora il poeta moderno non fa della poesia l'unica "professione" e si guadagna da vivere in altra maniera, rispettando i canoni del profitto e per questo è libero di dire quello che pensa senza dipendere da nessuno, soprattutto da coloro che nella poesia non crederanno mai.
Fedele Boffoli attraversa il mondo letterario e poetico con diverse intuizioni e sperimentazioni come quella del Movimento Culturale Artistico denominato "Arte Intuitiva", che definisce l'arte come la proiezione di un'evoluzione spirituale verso luoghi al di fuori del tempo e dello spazio e che l'artista potrebbe penetrare proprio attraverso l'intuizione.
Di altrettanto interesse culturale è il suo "Fototeatro Didascalico", una ricerca nel mondo dell'espressione artistica attraverso la fotografia (ventiquattro immagini in bianco e nero che si sposano ad altrettante didascalie creando una fusione tra immagine e parola, i due elementi chiave della comunicazione); la sua raccolta di poesie "Cento sonetti per una sera", come il mistero delle "Mille e una notte", poi i Book della "Controbiennale", dell' "Alchemical Dress Painting", "Poesia e foto", "Poesie e pittura", "Racconti e illustrazioni", "Pittura e didascalia", e ancora "Pittura", "Scultura".
Infiniti sono stati gli interventi di Boffoli, i suoi incontri con la poesia, le sue considerazioni filosofiche e teosofiche sull'arte.

Eraldo Di Vita
E-mail: info@artenetwork.net